La responsabilità sociale dell’inclusione del migrante nel Mediterraneo

Responsabilità sociale - Avventura di latta

L’officina di artigianato artistico “Avventura di latta”, nasce in seno all’associazione no profit Samb & Diop impegnata nell’inclusione nel nostro Paese dei Migranti, soprattutto di origine africana, attraverso l’insegnamento della lingua italiana e con laboratori creativi.

Il ruolo educativo dell’arte, anche quando si lavora in un contesto di elevato disagio, aggravato dalla situazione politica di questi ultimi mesi, conserva, se opportunamente sollecitato, tutto il suo potenziale terapeutico: apre brecce, crea canali di comunicazione, diventa ponte tra culture diverse.

In questo contesto la sfida più bella non è tanto il riuscire a trasmettere gli elementi tecnici per l’apprendimento di un mestiere che i Migranti conoscono poco, quanto quella di offrire occasioni per riempire la loro giornata, dargli un significato, ritrovare la fiducia in se stessi, scoprendo delle possibilità e delle abilità.

Il segreto della nostra Avventura sta nell’accompagnare con grande rispetto i Migranti in questo viaggio, tenendo conto del loro background, delle loro storie e della loro cultura di origine. Avventura di Latta concretizza queste idee elaborando oggetti, installazioni artistiche, gioielli, la cui bellezza risiede non solo nell’oggetto in se, ma anche nel suo percorso di realizzazione, inteso come modalità di condivisione del tempo e come strumento per immaginare un futuro che prende forma attraverso il fare artistico.

Gli oggetti diventano la sintesi dell’inclusione che prende forma e si materializza.

La manipolazione dei materiali dà la possibilità a ciascuno di loro di stimolare la creatività. Plasmando la materia si educa lo sguardo alla bellezza, alla responsabilità di questo fare, alla cura, ed è un approccio valido anche per la conoscenza della cultura della città in cui si vive.

Spesso, infatti, i nostri oggetti raccontano la città di Napoli: il fare arte diviene anche uno strumento di approfondimento culturale con la ricerca di un linguaggio di comunicazione all’interno del gruppo.

Il fare artistico come strumento per educare alla responsabilità ed alla possibilità di immaginare il proprio futuro.

Riconoscendosi negli oggetti realizzati, oggetti apprezzati perché venduti al di fuori delle attività del Laboratorio, i Migranti ritrovano una dimensione di dignità: la dignità del lavoro che li aiuta a ricollocarsi in un contesto sociale totalmente nuovo per loro e che, purtroppo, tende a far perdere ai Migranti la loro identità, ed in cui è sempre più difficile ritrovare la propria dimensione umana.

Il fare artistico, se opportunamente valorizzato, innalza la sensibilità di chi non ha voce a manifesto culturale che diventa segno tangibile di un cambiamento verso un futuro sostenibile ed egualitario.

Il Migrante che attraversa il Mediterraneo, lasciandosi alle spalle conflitti sociali e guerre civili, problematiche di sopravvivenza legate a povertà oppure connesse ai cambiamenti climatici, spesso sfidando la morte nelle acque perigliose, guarda con fiducia e speranza al nostro Paese, come a tutti i Paesi del Bacino del Mediterraneo, i più prossimi alla salvezza ed alla possibilità di un futuro.

Per questo abbiamo tutti la responsabilità sociale della salvezza di queste vite alle quali bisogna garantire la dignità di un futuro attraverso il lavoro. Noi, dal 2013, non smettiamo di farlo con l’Avventura di latta, con grande senso di umanità.

 

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Ciò che caratterizza la cultura dell’oggi è un’estrema dinamicità in linea con i mutamenti, a volte drammatici, che mettono a confronto sensibilità e culture assai diverse tra loro. Risultati decisamente positivi si riscontrano in quei contesti in cui queste diversità, impostate sulla “creatività”, diventano valori positivi e opportunità costruttive.

La creatività si manifesta in modi estremamente differenti tra loro. Ogni manufatto può avere un grado elevato di contenuto ed aprire a nuove ed insperate possibilità. Persone che si trovano in condizione di emarginazione e di esclusione, come i carcerati o gli appartenenti a culture diverse, hanno mostrato in varie occasioni di poter dare un contributo di qualità e di potersi gradualmente inserire in una linea di produttività fino alla conquista di una certa autonomia.

Quello che con il laboratorio “L’Avventura di latta” a via Tribunali è stato messo in moto dimostra che è possibile dare inizio ad un percorso di integrazione non solo culturale. Questo illumina una possibilità ancora da scoprire.

La creatività non ha limiti, non ha confini, non ha chiusure. Certo, andando avanti verranno richiesti approfondimenti e specializzazioni; ma questo è quello che speriamo che avvenga, è una via carica di fascino e di interesse che vogliamo esplorare.

Abbiamo fiducia in una sorta di “terza sponda” dell’economia che è l’artigianato alleato dell’arte che riscopre e sperimenta la manualità in tutte le sue potenzialità (anche terapeutiche) e lavora nella direzione di un nuovo sistema produttivo con richiami a valori e sentimenti di solidarietà, di “simpatia”, di equità e di rispetto dell’uomo, delle città e della natura.

Riccardo Dalisi, ideatore e fondatore del Laboratorio Avventura di latta